se nutrire il sè

diventa un’esigenza impellente. e ti accorgi di cercare cose lontane dal solito. oppure uguali ma abbandonate da tempo. riprendere la matita per riempire spazi bianchi. che cosa apparirà? in un processo contrario prendere una gomma di ferro e togliere gli spazi neri. la fatica fisica che libera la testa. che cosa apparirà?

non voglio ascoltare la parte di me delusa dagli altri e allora mi muovo a cercarne altri ancora. di se, per provare a fare una cosa mai fatta da me: ognuno per sè

ho scollegato i pensieri. si legge vero? solo fisico. e tavola diversa.

sono partita per fare questa di hysteria, ma prima di accendere il forno ho fatto anche questa che lo sparso lo sformato non lo.

riso integrale con gamberi: l’insalata di ieri. per 2.

riso integrale misto 6 cucchiai, 400 gr di gamberi, due pomodori in graticola, ciliegini, rucola e spezie

ho messo a bagno il riso integrale la sera prima e la cottura è scesa da 40 a 30 minuti ma, era un pochino mappazza. l’ho freddato e sgranato a manazza. poi l’ho mischiato con un paio di pomodori in graticola  cotti dal giorno prima, di quelli da pucciare con la ciccia, rosmarino e aglio. poi ho sgusciato, pulito e saltato i gamberi in padella rovente con poco aglio schiacciato, li ho uniti al riso da freddi, ho tagliato i ciliegini e spezzettato la rucola. olio e sale, mescolato. io me ne sono servita quattro mucchietti sul piatto. ho con lo zenzero, unmo con la paprika, uno con il timo fresco, uno con l’origano. poi ho rifatto il giro. mi sono piaciuti tutti! lo sparso mi ha guardata con la faccia di traverso, ha mangiato meno riso di me con espressione perplessa, ha ripulito il resto dei gamberi e mi ha chiesto il mascarpone.

alle due del pomeriggio pà si è alzato a fare colazione. il suo sè è stato nutrito dalla notte.

autonomia, gamberi, insalate, piatto unico, riso integrale, viva il piatto unico

Comments (18)

  • la ricetta non è niente male, ci si nutre in tanti modi diversi, certo che il mascarpone dopo… mi ha fatto molto ridere scusami
    Mi paice molto questa idea di nutrire il sè che non è solo il cibo, è una riflessione che mi piace

  • Il mio compare è rientrato, contento di averti conosciuta, sei una gran bella persona, dice, fuori dalle righe e lui quelle righe lì le conosce tlmente bene che se ne è andato.

    Riferisco perchè è doveroso riferire le chiacchiere che ti fanno alle spalle.

  • Se unisco i puntini per capire di cosa nutrirmi mi escono libri (Marai e Grossman in questo periodo) e centrifughe di frutta e verdura…se cerco una gomma per cancellare quello che non va non ne trovo una abbastanza potente…e allora prendo l’idraulico liquido e butto nel water la Gelmini in primis e poi una maramaglia di gente che mi respira la mia aria…

    • virò prendo nota dei tuoi libri per il momento in cui mi fermerò; la gelmini la butto volentieri nel wc insieme a tutti gli altri e mi nutrirei dei gelati di cui parla gambetto.

  • ieri sera, con un’amica, si parlava di cambiamenti. di evoluzioni (le nostre) e di quanto bene ci abbiano fatto. di quanto avremmo guadagnato a farli prima.
    di quanto gli altri, i soliti, non si capacitassero all’inizio, poi hanno capito che non era una fase passeggera, ma una nuova era. e si sono ridimensionati. era ora. appunto: quando è l’ora, l’inevitabile accade in un momento.
    perciò mi vien da dirti: vai con i cambiamenti, sperimenta e osserva-ti.
    perchè è come comprarsi un abito: solo indossato rivela “come sta”.
    buona fortuna.
    un abbraccio

    • luna il processo di cambiamento per me è complesso e doloroso. non sono sicura che sarà come dici. e non sono neanche sicura di farcela, è contro la mia natura, il cambiamento. una tortura che non voglio anche se.

      • ecco, queste erano esattamente le mie ferree convinzioni. prima.
        sì ce la farai, quando diventerà una necessità.
        io offro la spalla, nel caso serva.

  • L’unica gomma che funziona bene e’ il Black and Decker con dischetto superabrasivo virtuale, da usare senza pietà su qualsiasi cosa vorrete cancellare. Non rimarrete deluse 😛

    Il metodo manazza sulla mappazza devi brevettarlo!

    Un bacione!!!

    @ Viro’: dimmi chi respira la tua aria che gli insegno ad andare in apnea.
    La mia Viro’ non si tocca!

  • i tuoi post, io li rileggo e li rileggo e ogni giorno ci scopro qualcosa che non avevo ancora colto, chè tu sei maestra del vedo non vedo/dico non dico!
    sfumature sostanziose che aggiungono un’altro senso. e sempre un filo di tristezza a condire. certo, l’extraverginedoliva sarebbe meglio ma passerà, intanto il sole ti ricarica e poi…chi ti ferma più!

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