digitale e culturale

ci vivi in provincia. ma è lontana come la più lontana delle città. ne parli come di una parente che vedi alle occasioni comandate, non ne conosci l’intimità, ma non perdi occasione per criticarla. eppure. eppure vengono i tuoi amici da tutta italia per vederla; l’ultimo accolto a braccia aperte e tavola apparecchiata, storico che vaga per campi di combattimento, forse dovevo chiedere a lui di guidarmi alla scoperta di ravenna. marco mi ci porti?

invece ho preso un treno. nel sabato di pioggia annunciata, per le invasioni digitali che mostrano l’italia condividendola in rete. destinazione “tamo” nel complesso san nicolò.           ravenna e trenitalia non vanno d’accordo, no. per raggiungerla ci sono regionali con itinerari subdoli, o autubus sostitutivi, ma ecomuovermi è il mio credo. non sarà l’ignavia delle ferrovie dello stato a fermarmi

(quello che abbiamo visto lo racconto nello storify. basta cliccarci sopra)

[View the story “invasione compiuta” on Storify]

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il grigio della giornata non ha reso giocoso l’arrivo, ma ha avuto la piacevolezza di far apprezzare i colori della “casa” dei mosaici. e l’umidità l’abbiamo allontanata con lo scalpiccio e i cappelli antipioggia.  tutti armati di iphone, android, ipad, guardavamo, ascoltavamo e tuittavamo, cercando di mostrare a chi ci segue quello che i nostri occhi vedevano. è cosa che faccio sempre quando mi sposto. questa volta però eravamo in gruppo e stavamo tutti guardando lo stesso soggetto. come un tema con lo svolgimento, un contest vecchio come la scuola. finita l’avventura, a invasione completata, senza batteria e senza armi alcune, i pensieri si sono fatti compagni di ritorno
ravenna è città da visitare come turista. come i tanti stranieri che ho incontrato, muniti di piedi e cartina. mai girato con cartina in casa tua? ravenna è snob e chic, firmata e un pochino di puzza sotto il naso la senti, ma poi passa. basta guardare negli occhi, o nel telefonino.
eravamo così tutti impegnati a condividere con la rete che non ci siamo neanche presentati, salutati, parlati. se non con chi ci si conosceva già. non va bene. no, non va.
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digitale è culturale? uno smartphone e una buona capacità di raccontare aprono finestre su mondi diversi, nostri e altrui. però troppe finestre aperte contemporaneamente fanno corrente e creano scompiglio. ho ancora bisogno di tempo, del mio tempo, per condividere e leggere tutte le condivisioni, perché troppo non sempre fa buono. e un modo approssimativo di raccontare mi allontana ancora di più dalla voglia di visitare un territorio e poi…
non sono convinta che dalla base venga tutto il buono e il meglio. ma è vero che partecipare per rendere nostro il territorio ci rende più consapevoli del bene che possiamo fare. e dare. e dire.
non è forse vero che la cosa nostra la conserviamo e quella pubblica la danneggiamo?
eravamo immersi nel passato nel momento esatto in cui abbiamo letto che il presidente eletto sarebbe stato ancora una volta napolitano
ecco la faccia della @alebegoli che esclama:

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ps

la prossima invasione digitale potrebbe essere a faenza. mi piacerebbe portarvi tutti a scoprire certe meraviglie…

 

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