applicare la poesia su pelle umida

perchè se ci metti uno strato di poesia, questo nostro adriatico diventa un mare di piacevolezza, con il promontorio di gabicce che ti parla di sassi bianchi e acqua azzurra, se solo ti andasse di camminare oltre. oltre ai soliti fondali di sabbia comoda. di ippopotami dai capelli cotonati e dai costumi col cuoricino rosso. siamo nello stesso mare. mi spalmo di poesia e mi immergo in questa acqua salvifica, di mare salato come lacrime, così l’effetto è assicurato. la resistenza dell’acqua scioglie le tensioni; le conversazioni, involontariamente carpite, sono la leggerezza che cercavo; russe, indiane, francesi, venete, napoletane le voci. ingioiellate le signore. pelle scarabocchiate da tatuaggi che una volta si leggevano meglio. gli sguardi al mio passare, sono un riconoscimento e una conferma. sono la strana.

che trova meravigliosa la spiaggia di riccione in agosto. che non cambierebbe la camminata nell’enorme piscina che è l’adriatico con nessun mar di sardegna. che respira sale e sole. che quando vede un aereo volare bassissimo verso miramare sorride pensando che solo le hawaii hanno una pista d’atterraggio così vicina alla spiaggia. che si accontenta e si fa bastare quel poco di vacante momento che riesce a rubare al magone.

e scendendo in spiaggia la mattina presto, sbirciando nei gesti degli anziani che cercano vongole nella bassa marea, posso sentire la mamma quando diceva “sono andati a fare la cura del sole” con quel tono di rispetto e di ringraziamento che si aveva una volta per la villeggiatura.

ecco. con un tubetto di poesia neanche una scottatura.

e mi pareo una bandiera

IMG_2569

così steso ad asciugare. ciappo per capelli a fermare la liberazione…e se soltanto ci fosse qualcuno che me la sapesse raccontare per bene…

 

poesia, riccione, vacanze, vita

Commenti (2)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.