socialstreet

l’erba del vicino è sempre più verde, i suoi fiori sono sempre più colorati, le sue finestre sempre più pulite e tuttoquellochevivieneinmente che sia proverbio o realtà. in trent’anni di muro contro muro, di neve che qualcuno spala prima di me, di aiuole da innaffiare in mutuo soccorso io ho imparato che i vicini sono come siamo. come i parenti non siamo noi a sceglierli e frequentarli dipende da noi. salutano se li saluti, parlano se parli con loro, sono simpatici quando ne hanno voglia e rompipalle quando no. ho imparato a riconoscerne i tempi e le abitudini, mi preoccupo se non li vedo per troppi giorni o se vedo le finestre chiuse al mattino.

tanti anni fa, quando giovane sposina che viene dalla bassa, varcai il cancello del piazzale, c’erano le due vicine, con una pianta e un biglietto di auguri. tanto tempo fa, quando insistevo per dimenticare le chiavi uscendo di casa, fu un vicino a salvarmi, un vicino che ho amato come fosse un dono. tanto tempo fa, quando ci si ritrovava a far pupazzi di neve con i bimbi piccoli, decidemmo di sfruttare lo spazio comune per una cena di braciole. che abbiamo ripetuto dopo 24 anni in questa estate che non è stata.

PicMonkey Collagela stessa tovaglia, lo stesso chitarrista i bambini che sono cresciuti senza che noi ce ne rendessimo conto, i capelli che sono caduti, alcune facce nuove, alcune vecchie,  troppe facce mancate. alcune mancanti. PicMonkey Collage2

IMG_9861e dopo il disastro della “grande alluvione” che ci ha comunque fatti sentire “vicini” nella calamità possiamo asserire che sì, siamo un esempio di social street, ci veniamo in aiuto e ci diamo una o più mani, fino alla prossima crisi o al prossimo braciola party

In tavola:
salsiccia, costoline e castrato, bruschettine multigusto, cassoni alle verdure e  pomodoro mozzarella, peperonate e frizzaglio, una pizza di pane carasau con provola e funghi, pasta fredda, torte salate, pizza in teglia, pomodori gratinati, vino vino vino e crostate e torta rovesciata all’ananas e  torta made in antonio e davvero l’hai fatta tu? e yogurt gelato e nanche una briciola sprecata. che gli avanzi sono stati tutti amorevolmente spartiti

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e in questa fine anno che ci ha visti vittime di amministratore condominiale “recalcitrante” ci siamo autoconvocati, ritrovati e nuovamente appoggiati.

il futuro è nel gruppo solidale, ne sono sempre più convinta. dovesse passare anche su whatsup,  diventare un gruppo fb come tante “socialstreet” (che non c’è di nuovo lo sapete? diventano solo inglesi i nomi)

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nessun vicino 2.0 ha firmato la liberatoria per le immagini. ma io le ho messe lo stesso, perchè tanto son quella strana.

 

social street, vicini, vita, vita di condominio

Comments (5)

  • daccordissimo su tutto! io, che mi ritengo e sono classificata “di indole solitaria”, in queste belle tavolate mi trovo tantissimo a mio agio! e hai ragione tu, basta davvero poco, come fare un pasto insieme, per ritrovarsi più umani e accorgersi che la mano che lava l’altra è l’atto più facile, naturale e piacevole che ci sia. e non smetto di sorprendermi che, organizzare insieme una cena, è sufficente per attivare in ognuno quelle tante risorse che, nei contesti quotidiani, troppo spesso ricacciamo indietro perchè non c’è tempo, spazio, occasione di mettere in moto. non c’è problema che non venga risolto, se le menti e le mani di tutti lavorano insieme. e queste cene devono diventare una bella metafora da ricordare e replicare anche durante il resto dell’anno. miracoli no, ma serve, altrochè se serve, ritrovare il collante umano fra simili che vivono a pochi metri di distanza senza quasi sfiiorarsi per la maggior parte del tempo.
    sono cose semplici ma dal significato profondo. io mi impegno abbastanza per riuscire a mantenere la convivialità perchè ogni volta ne esco un pò più ricca e rilassata. e poi, mi sono accorta che, in questo mondo complicato e grigio, solo a tavola con amici e conoscenti, si riesce a fare ancora qualche bella e sana risata. e ridere vale molto, vale moltissimo.

  • verissimo. ma invece di avvicinarci gli uni agli altri, ci siamo lasciati convincere che dobbiamo avere più paura che fiducia, dei nostri simili. anche quì vale più la pratica della grammatica: hai notato come si tende ad essere meno diffidenti in generale, nei giorni successivi a queste tavolate? perchè la pratica, appunto, ci ha dato la prova che possiamo fidarci.

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