volare. oh.

l’ultimo volo risale al giugno 2010. berlino. ciao babbo. torno presto.
(e ho già scritto di quanto io ami berlino in giugno. ah se solo il mare)

era un volo easyjet, il primo che obbligava a viaggiare con un solo bagaglio a mano e a milano ho dovuto stipare la tracolla da viaggio dentro il trolley, sbuffando, imprecando, subendo. arrivata a destinazione, sul primo treno a un passo dall’hotel, ho ripristinato le abitudini. eccitata come una bimba, riconoscevo tratti di quartieri e arrivavo a sentirmi a casa. siamo arrivati. scendiamo. ciao a chi resta. e ci sediamo su una panca per renderci conto e come il treno riparte mi sento monca, ho la valigia ma non la tracolla. pà aiuto. ho fatto una cazzata.

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una cazzata che ho pagato carissima. avevo portafoglio e 600€ dentro la tracolla, tutti i contanti portati e l’ipod rosso nuovonuovo con dedica mogliedaunavita, e occhiali lozza vintage bianchi e libro di mammadamsterdam da leggere e ho sentito il sangue che mi abbandonava e le braccia e le gambe tremare. e adesso? in albergo non hanno potuto aiutarci. era già tutto pagato, non potevano fare altre operazioni. abbiamo lasciato i bagagli e via a percorrere in divenire, stazione dopo stazione, ogni fermata della deutsche bahn, fino al capolinea. niente. nessuno sapeva, aveva visto. solo sorrisi ed espressioni comprensibilmente canzonatorie nei confronti della sottoscritta. poi, nel pomeriggio, in una delle tante fermate della metro sulla via del ritorno, sento chiamare “signora” e un ragazzone alto, biondo e tanto giovane mi si avvicina. mi dice “lei ha lasciato la sua borsa vicino a me in treno questa mattina”

mi si chiude lo stomaco. lo guardo senza credere a quello che sento ma già stavo parlando con mamma per la grazia che mi stava facendo e pensando che almeno la metà di quanto avevo dovevo darla a lui. – ho lasciato a polizia ferroviaria della fermata di – dice nome –  noi non capiamo – lui ci sorride e dice, vi accompagno. e su e giù per la metro e su e giù chiacchierando con alexander, 18 anni, sta andando dal dentista e forse farà tardi, speriamo di no. e alla stazione, ufficio polizia, il signore in divisa parla col ragazzo e scuote la testa, – ma come ho lasciato qui, stamani – no no, nulla qui. nulla. e capiamo che alexander si stupisce e si confonde e dice forse non era questa e la giornata diventa una processione di bussare alla porta di tutte le stazioni e lui che chiede e non crede ai suoi occhi e io che ho capito che la mia tracolla di borbonese, regalo di mia sorella, come il portafogli che conteneva, feticcio da viaggio per portarla con me ogni volta, niente, era passata di mano. di villana. mai augurato nulla di male a nessuno io. solo spero che ne avesse davvero tanto bisogno la signora. e che mi pensi ogni volta che.

abbiamo accompagnato il ragazzo dal dentista, lui ci ha accompagnati a far denuncia. lo so che anche lui non sarà più lo stesso. non potrà più essere onesto come oggi. non dopo aver toccato evidente disonestà dopo di lui.

(come abbiamo fatto con i contanti visto che non avevamo bancomat e la carta di credito non aveva pin di prelievo? sono entrata in un negozio italiano su friedrichstrasse, grazie al cielo c’era un commesso italiano che no, non poteva farci acquistare un oggetto, sbagliare l’importo e darci il resto in contante ma ha fatto molto di più. ha prelevato con il bancomat la cifra massima consentita, si è fidato della mia telefonata alla banca per il bonifico immediato sul suo conto e mi ha permesso di tornare a godermi la vacanza. grazie grande nico, te lo dico 5 anni dopo)

e perché oggi tiro fuori questa storia? perché settimana scorsa ho volato di nuovo. grazie a aifb  volo interno roma-crotone ryanair. che ha appena reintrodotto la possibilità di salire a bordo con bagaglio a mano e una borsetta da donna. tipo zaino insomma. e grazie. sono arrivata tutta completa. lasciato nulla su treno, aereo, navetta. solo di calabria mi sono circondata. e di storie e di nuovo. e se guardo i dettagli, due sabato fa ero a cena da amica di berlino che vive a faenza con un calabrese. ☛berlino-calabria☚ a me le cose non a caso tornano sempre.

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ps: son partita sola. a pà ho lasciato la sopravvivenza. della calabria, tutto vi dirò poi.

berlino, calabria, colpa della crisi, rubata borsa in stazione, voli low coast

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