il profumo del tèrital

cielo plumbeo in questo giugno di fine pandemia, come se qualcuno cercasse di fermare la voglia di tornare a fare.
cielo perfetto per mettersi a stirare quella pila di panni lasciati ad aspettare la noia di un pomeriggio.

in sottofondo le chiacchiere di radiodj, io che impilo una maglia dopo l’altra, il ferro che sbuffa vapore a comando.

il pulsante involontario

basta un attimo e sono una bambina, con il ferro da stiro in mano, la tv in bianco e nero che passa i procol harum, la sigla finale di avventura.
sto stirando uno dei camici della mamma.

sono tutti bianco giallino i camici da parrucchiera “la vestaja” a chiazze tintura per capelli a fine giornata, con incursioni degli azzurro viola dei “bottiglini” per togliere il giallo alle chiome bianche.
lavaggio a candeggina obbligatorio, in immersione per ore, stesi sui fili ad asciugare, quando li stiri emanano un odore inconfondibile, misto candeggina e tessuto, ferro al minimo altrimenti resta l’impronta e mamma mi dice sempre che quel tessuto non sarebbe da stirare, ma è “meglio darci una botta lo stesso”

solo un profumo

i viaggi nel tempo sono possibili, basta un profumo che ti sposta di cinquantanni e ti riporta nella tua casa di bambina e confonde i ricordi, perché forse era mamma che stirava e io piegavo e non so se il tavolo era già quello rotondo o era ancora quello rettangolare a tiro.
quel che è certa è la sensazione dell’attimo in cui torno a essere figlia, tocco con mano un tessuto e accarezzo mamma con gli occhi.

è bastato il profumo del terital.
mentre stiravo una felpa in pile dello sparso.
è stato in quel momento.
c’ero io, mamma e mitch. e la bottega a destra nell’ingresso.
goccioloni.

e per te? quale profumo ti fa viaggiare indietro nel tempo?

il profumo del terital, terital, viaggi nel tempo

Commenti (4)

  • ecco, come la madeleine di Proust…. per me è stato lo stesso, immediato flashback una sera di fine estate. ero in moto per colline con la mia dolce metà e all’improvviso un odore di “ramato” mi ha aperto il ricordo di me bambina, mentre ronzavo intorno.a mio nonno. Lui armeggiava con quel liquido verde/blu puzzolente e insieme affascinante, anche perché in sua presenza risuonavano sempre le parole “sta in là che è veleno!”… così per qualche attimo infinito ho rivisto gili occhi buoni di mio nonno Enrico (nonno Rico in realtà) che mi guardavano teneri e protettivi…. intanto raggiungevo la curva dopo e da lì, il presente.

  • il profumo delle gomme da masticare alla menta piperita, quelle del ponte. a volte basta anche un dentifricio a scatenare ricordi anni ’80, basta una frazione di secondo e mi ritrovo catapultata in serate d’altri tempi. lo diceva anche il prof di geografia che gli odori sono in grado di scatenare ricordi come niente altro riesce a fare.

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