la zdaura col trucco

chiacchiere
in emilia romagna non ci sono le donne, ci sono le zdaure, arzdore, zdora…si pronuncia in maniera diversa a seconda della zona, non cambia il significato. la reggitrice della casa. è un retaggio del tempo passato, ma molto comune e ancora vivo nelle campagne contadine. in una famiglia dove il lavoro dei campi è il […]

in emilia romagna non ci sono le donne, ci sono le zdaure, arzdore, zdora…si pronuncia in maniera diversa a seconda della zona, non cambia il significato. la reggitrice della casa. è un retaggio del tempo passato, ma molto comune e ancora vivo nelle campagne contadine. in una famiglia dove il lavoro dei campi è il perno su cui si muove la giornata, il ruolo fondamentale è della zdaura. è lei che comanda, che dirige, che sfama. generalmente nella casa della zdaura ci sono il marito e almeno un paio di zii “zioni” quelli non sposati, lavati, sfamati e curati, in tutti i sensi dalla donna di casa. e poi i figli e figlie, se la fortuna vuole anche i nipoti, fino a formare un bel gruzzolo di persone che quando si siedono a tavola cominciano a riempire numerose sedie. purtoppo non il caso della mia famiglia, ma sono fortunata perchè ne conosco diverse. tutto questo discorso per dire cosa? dalle famiglie contadine nascono le tradizioni, dalle tradizioni le feste, dalle feste le mie idee balzane. C’è una festa nel colle,  proprio sopria casa mia, che si svolge la seconda domenica di maggio. mi ha preso il cuore. per l’entusiasmo, per la genuinità, perchè riunisce ragazzi, bambini, nonni, uomini e donne, dove un intero paese, anzi due, lavora senza aspettare nulla in cambio che il successo della manifestazione. la musica nelle aie è tutto questo, è musica, è vino, è campagna, è festival, è collaborazione, è lavoro, è cappelletti, curzul, piadina, quintali di orecchioni preparati la sera e il giorno, gomito a gomito.

tutte impegnate
i cappelletti delle feste
le zdaure al lavoro
le zdaure al lavoro
ed ecco il trucco...prima della trasmissione
ed ecco il trucco...prima della trasmissione

poi è toccato a me…domani inserisco la ricetta e nonostante l’incredibile imbarazzo se riesco il video della puntata.

Commenti (10)

  • Come “se riesco”?… Certo che ci riesci: mi sono persa puntata e repliche! Non t’azzardare a non riuscirci!…

    Lo sai che mentre descrivevi questa realtà un po’ matriarcale mi hai fatto pensare a molte ambientazioni dei libri di Isabelle Allende, che girano sempre, sempre, sempre intorno a incredibili figure femminili… Credo di aver letto quasi tutta la sua produzione…a te piace?…

  • Virò, adoro la Allende e ho appena terminato Eva Luna. Credo che, controcorrente, quello che meno mi ha entusiasmato è il suo più famoso Afrodita.
    Ora sto rileggendo a spizzichi cesare pavese. è l’autori su cui preparai la mia maturità e ora che mi figlio si appresta a preparare la sua tesina mi è tornata la voglia di rileggere il mio vate.

  • Pavese è l’autore su cui ha preparato la maturità mio marito! Ma guarda il caso…

    Neanche a me a Afrodita è piaciuto ma, essendo la sua prima opera dopo la pausa di dolore e riflessione che ha seguito Paula, le si perdona tutto…
    La Allende è la mia autrice preferita mentre la penna maschile che mi emoziona di più è quella di Amado…

    Insomma, amo il modo di scrivere ed i colori degli scrittori sudamericani…

  • Certo che sì: comincia con “Teresa Batista stanca di guerra”…resterai senza parole! Il nome del genio che l’ha scritto è Jorge Amado… Giurò che ti piacerà…

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