pà parapà

Sanremo: da rivedere.  Questo non è un link video, ma semplicemente un titolo apparso sul sito ufficiale del Festival che personalmente ho solo interpretato male. D’accordo: a me non piace Marco Mengoni ma non ne discuto i meriti; l’ho sempre trovato miagolante, presupponente (e lo dico dai tempi di Xfactor) ! Ma non è importante; […]

Sanremo: da rivedere.

litizz Questo non è un link video, ma semplicemente un titolo apparso sul sito ufficiale del Festival che personalmente ho solo interpretato male. D’accordo: a me non piace Marco Mengoni ma non ne discuto i meriti; l’ho sempre trovato miagolante, presupponente (e lo dico dai tempi di Xfactor) ! Ma non è importante; il punto è un altro: sanremo è il Festival della Canzone Italiana, o no?

 

Sono andato a controllare. dal 1951 è proprio così. quindi – penso – è il festival della musica, delle parole, ma soprattutto degli autori. Ho detto: degli autori, diamine!

270px-Sanremo_2013Wikipedia ci racconta che nella prima edizione del Festival di Sanremo soltanto tre interpreti si avvicendarono a cantare le canzoni in gara, poi dalla terza edizione, ciascuna delle canzoni fu eseguita da un duplice interprete, una duplice direzione orchestrale ed un duplice disco (con rarissime eccezioni).

Questa formula, con esclusione del 1956, è perdurata fino all’edizione del 1971. La formula nacque con l’intento di far ascoltare al meglio il brano in sè. In questo modo si pensò di evitare il “peso” politico di un particolare interprete abbinato ad una certa canzone. La composizione in primo piano, quindi. Beh, diamine: si chiama “FestivaldellaCanzoneItaliana” e non del cantante!

Allora perché non invitare sul palco, almeno nella premiazione finale, gli autori dei finalisti, gli autori che hanno composto la musica, che hanno scritto i testi? Perché non intervistarli? In questo modo si stimolerebbe un’attività che si sta smarrendo: quella dell’autore, appunto.

Mi andava bene anche quando negli anni 80 (ahimè…) alcune canzoni erano presentate in lingua inglese e una in francese, anche se i loro autori erano sempre italiani. Alcuni artisti esteri, in gara nelle edizioni degli anni sessanta, proposero versioni in cui d’italiano c’era soltanto il titolo della canzone. E forse così era pure troppo. Poi si è cambiato tutto o comunque molto, fino a dare sempre più importanza all’interprete e sempre meno ai compositori.

Oggi, la performance di una voce particolare diventa determinante ai fini del concorso ed il suo look gioca un ruolo altrettanto decisivo; è vero che un Albano ospite rischia di umiliare certi giovani cantanti… (qualcuno mi odierà per questo) e nemmeno io sono scevro da questi effetti audio-visual che la Tv ci impone; ma il discorso dell’ importanza della creazione, dell’opera dell’ingegno, comunque rimane.

Come si sarebbe piazzata la canzone dei Modà se fosse stata interpretata (per esempio) da Nec o da Giusy Ferreri? (a proposito: dove è andata a finire?) Una bella composizione può risultare davvero determinante per la carriera di un esordiente, specie se calibrata su di una splendida voce; si pensi a Giorgia con ” e poi “, (per poi cadere nel buco nero dei pezzi anonimi), ma potrei fare almeno altri 100 esempi.

giorgia

Come è vero che per essere un grande pittore serve la bella realizzazione di un dipinto, ad un cantante serve un pezzo musicale, un bel testo, al musicista una bella musica per emergere e così via.

Allora, da “rivedere” forse è la formula per un sanremo 2014 che privilegi anche gli autori che lavorano sempre e solo dietro le quinte.

 

ndr

questo articolo è stato scritto da pà, è il pensiero marito, dopo 4 giorni in cui l’ho frantumato con sanremo. cosa che accade puntualmente da sempre. lui si lamenta ma poi mi rincretinisce con giorni di parole e allora che le scriva le sue parole.

per quanto mi riguarda ho asseganto il premio per le canzoni a daniele silvestri e max gazzè.

per il motivetto alla molinari e alla giovane scosciata di maria (ommioddio)

per lo stile a gualazzi e a cincotti se mi prende da dietro come fa con lei.

agli Elii premio coraggio. intelligenza, musical e parole

e alla luciana brava, ma dovrebbe smettere di pensarsi brutta e fare il niusbirulino.

 

facciamolo felice festival della canzone italiana le mie ricette ma-rito mariti ogni tanto parla lui sanremo

Commenti (3)

  • di giusi ferrero non sento la mancanza. costruita ad arte (come la moda chiede) è durata il tempo della sua canzone. ma ce ne sarebbero tanti altri da far evaporare!
    condivido pienamente l’idea di tornare all’essenziale (chiedo venia!) e mettere in luce i veri protagonisti dell’evento, cioè canzoni, autori e interpreti (questi ultimi da valutare indipendentemente dall’appeal esteriore). che ne dite di un festival trasmesso solo in radio?
    la littizzetto per una serata intera, per me è già troppo; ripetuta per 5 serate di seguito è insostenibile. ma perchè se una è brava (questo è innegabile) deve continuamente scadere nel volgare gratuito e diventare così pesante?
    abbiamo superato, sembra, la fase delle vallette, riusciremo anche a sopravvivere ad un solo conduttore o conduttrice.
    e poi, ancora freschi di pagamento canone 2013, farsi massacrare di pubblicità…non ha prezzo!
    sarà che sono anziana….

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