a ceto

a te,

ceto sociale, parola sconosciuta ai più

ceto medio che non esisti da tempo, che troppo ricchi o troppo poveri

ceto inferiore che non dovresti esistere mai, di scuola e di usi e di costumi invece quanto inferiore sei

ceto che domani vai a esprimere la possibilità di cambiare. anche se cambiare non pare possibile, anche se votare il male minore, anche se le promesse di prima non sono mai gli orgasmi di poi, ma soprattutto non sono il ti amo, ma soprattutto non sono il ti rispetto.

dammi il tuo voto, non chiedermi niente dimmi che hai bisogno di me

ecco. io ho bisogno di te. della tua serietà, del tuo farti babbo per noi.

e questa che suggerisco non è una ricetta. è una cura

foto

cavolo dal cappuccio viola, adesso che il viola non è più un partito, con aceto di miele, ho detto miele con la i.

un cavolo cappuccio viola, un bicchierino di aceto di miele, olio, sale.

lavare il cavolo, tagliarlo a listarelle, condire. gustare (dopo aver votato, o per pulire la bocca dopo aver letto i risultati

ho scoperto l’aceto di miele in una sera di fine estate, in uno degli incontri di paglia, di cinema di condivisioni. fra i crostini assaggiati, le cipolle caramellate all’aceto, le meraviglie delle api, ecco le parole da bere, pronunciate da un ragazzo che vendeva passione, prima di un prodotto, che mostrava sapete, prima di provate. se pensate che un miele di acacia valga l’altro, se pensate che l’acetico sia pari in ogni aceto, cominciate a usare il naso per annusare e i bastoncini per assaggiare. io ci ho lasciato solo 5 euro per l’aceto, quella sera. un aceto che adesso se la gioca con l’aceto di mele. in tavola ogni giorno.

 

l’importanza della non pastorizzazione dell’aceto: solo la non pastorizzazione consente di usufruire dei benefici enzimi e batteri.

l’importanza del consumo dell’aceto di mele e miele 

sull’importanza dell’andare a votare, a qualsiasi costo

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o del metter il dito nella piaga

 

aceto, aceto di miele, apicoltura la castellina, cavolo viola, cinemanellecase, elezioni 2013, le mie ricette, spesa, vai a votare cazzone

Comments (7)

  • Ciao…. ho seguito l’odore dell’aceto nella blogosfera, ho seguito la traccia e sono arrivato a te! E pur essendo prerogativa delle donne, mandando all’aria obsoleti luoghi comuni…. ho curiosato. E bene ho fatto! 🙂
    Non hai la tendenza a buttare in caciara il quotidiano ma riesci a renderlo digeribile anche quando è proprio poco commestibile. Talvolta con un pizzico di zucchero o di miele. Edulcorandolo un pò, alla tua maniera incredibilmente simpatica, romantica.
    Vado a leggere, a sprazzi tra un caffè e una notizia, come la vita ti è finita addosso. E ritornerò sperando di ritrovare le orme che mi hanno condotto qui, scendendo per un attimo dalla barca, alla ricerca di qualche metro di terra ferma, è il Capitano Arthur 🙂 che in fondo ci regala questa libera uscita.
    A presto, quindi, spero molto presto! 🙂

  • Beh, devo dire che hai un modo molto creativo di scrivere una ricetta, o forse è soltanto un nuovo modo per dialogare e comunque sia, piacevole.

    Vedo che ti ha fatto visita un amico, Mirko, vado a fare un giro, per conoscerti meglio.
    Ciao! ,)

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