tiggì del cavolo al super mercato

e poi mi da le erbette che devo fare l’erbazzone e poi i porri e i broccoli che voglio preparare il cuscus

incuriosita dagli acquisti, sposto lo sguardo sulla signora al mio fianco, messainpiega appena fatta, sui 60, la guardo e sto mica zitta, io le do da dire, come si fa a star zitti al mercato? cuscus invernale con sole verdure? e arriva la ricetta e i modi, gli usi e anche i parenti.  fra un cavolfiore e i radicchi campagnoli scambiamo pareri e avanti un’altra, meglio patate o zucca dentro i tortelloni con la robiola? guardo anche lei, non ho mai messo robiola nei tortelloni, interessante variante

la mia  spesa al mercato della campagna. con i prodotti, stagionali giocoforza, dove scambiare due parole non infastidisce chi è prima o chi dopo, dove ci si conosce, settimana dopo settima e si impara a fidarsi di chi serve finocchi, non  belli ma bitorzoluti, mele macchiate, piccine,  nulla di perfetto.

la mia spesa inizia con gli occhi che guardano ogni singolo prodotto e ogni singola faccia e prosegue con le orecchie, perché quanto mi piace ascoltare e intervenire, non lo potete sapere. mifaccioifattideglialtri, come sta la schiena? meglio oggi? ma quelle patate buonebuone? finite? bello il super mercato dove il prodotto locale finisce, capita. e occorre aspettare un’altra stagione.

come mi piace diventar persona e voce e non solo cliente, moneta, sportina, carrello.

vado al mercato con lo zaino, i sacchetti da casa, i cartoni portauova vuoti. e le parole in tasca

sono quella con la bici, (adesso son quella col gesso) e se mi incontrate datemi da dire che mi fate contenta

tiggì del cavolo*

cavolfiore, patata, curry, paprika forte, aglio, olio, sale (parmigiano e provola)

sbollentato per un paio di minuti il cavolfiore a pezzetti in acqua bollente salata (per sbianchirlo), lessati a vapore i tocchetti di patata, messo in padella un filo di acqua, latte, verdure e aglio, aggiunto spezie e poco sale,  quando è caldissimo spengo, ho aggiunto poco olio piccante, parmigiano e tocchetti di provola, è buonissimo e così facile che si prepara con una mano sola

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tiggì del cavolo

anche al mercato della campagna  occorre tenere alta l’attenzione

e se il produttore, alla mia richiesta di patata bianca, risponde chè meglio la gialla per tutto, io rispondo grazie, prego non tornerò

se sei a faenza il venerdì

al mercato di piazza d’armi

franco lanutria, ha il banchetto attaccato allo chalet dello sport, angolo ciclabile parco,  buona scelta, ottime brassicacee e radicchi in inverno, straordinari pomodori in estate. sono andata anche direttamente nei campi a raccogliermeli e, senza metter mani sul fuoco, mi fido. in estate lo aiuta daniela, la moglie, ora ha lo stesso ragazzo che aiuta il genio delle arance.

stefania di scanìa settefonti. ricottacremosa, yogurt, formaggio trelatti e raviggiolo, naturalmente anche il latte crudo quando non lo lavora tutto

biovernelli: ora per succhi di frutta e non ci sono sempre che si dividono con imola, poi arrivano con le ciliegie e le albicocche e le pesche bianche da urlo

giusy di via delle vigne: ha poco, brutto e buonissimo, prezzi in media, uova di ruspanti, ma finiscono subito (la sta sostituendo il figlio)

la signora delle mele. c’è solo nel periodo delle mele, ha poco altro, ma prezzi e varietà ottime. la trovate anche in via filanda all’uscita del sottopassaggio il lunedì e mercoledì verso mezzogiorno

domenico ghetti: lo trovate da inizio frutta estiva a fine dicembre. ha la migliore varietà di frutti di una volta, dalle cocomerine alle volpine, dalle ‘mbriache alla mela gelata

 

in piazza delle erbe il sabato

IMG_5564pasquale di sogliano: la provola e la mozzarella più buone che un romagnolo possa trovare al mercato e al super anche il pecorino è buono ma la provola è da provolare

il ragazzo di catania:  lo spacciatore di arance, fidatevi ha un prodotto vero come la sua simpatia. lo riconoscete, è quello col racozzo di vecchiette intorno

 

eccolo mentre broccola la zdaura
eccolo mentre broccola la zdaura

*tèggia: tegame – tiggì: tegamino

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Comments (4)

  • hai proprio ragione, l’ho notato anch’io che al mercato è naturalissimo darsi da dire, scambiarsi consigli e altrettanto facilmente fidarsene ciecamente. in un supermercato non succede, si diventa più isolati e invisibili.
    devo tornare al mercato fanese del sabato mattino, quello che mi piace tanto, che mi fa venire il buon umore anche col gelo invernale.
    mi piacerebbe avere qualcosa da mettere su un banco, qualcosa di bello, magari fatto da me (e che so fare, io ?), cedere ad altri un oggetto che contenga un piccolo pezzo di me e vivere l’atmosfera del mercato dal di dentro. certo, lo so, ci sono le giornate di pioggia, di neve, vento e tanti problemi ma dove non ce ne sono, di problemi? mi sento un’anima da bancarella, può bastare come inizio?

  • ti ringrazio molto per il tuo commento , per avermi considerato uno spacciatore di arance =)
    mi PiAcE!!!!
    ringrazio molto i miei clienti per l’affidabilità che mi danno ogni giorno……

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