sciroppate

arriva passando dal garage con due cassettine di percoche. l’amica. arriva con i vasi, le capsule e tre chili di zucchero. io porto quel che serve e tu fai. che me le ricordo ancora le pesche di tua madre, non le ho più mangiate così.(al “come metteva giù* le pesche la mia mamma” io ci arriverò mai?)

preparo il pentolone con l’acqua e gli stracci, prendo il “cestone della merda” per le bucce e ci mettiamo sedute in giardino, fra le gambe gli scarti, nel coccio le nude e vien facile farsi i cazzi degli altri. (nel senso letterale del termine)
ma grosso eh? così grosso che te lo raccomando! e quelli a bottone? te ne è mai capitato uno a bottone? a tappo di sughero, da champagne, di plastica, da famiglia, da condominio. con la goccia, umidissimo, a sigaretta, pollice, lungo un pugno. accidenti ho il repertorio esiguo. devo documentarmi, ma le risate che ci siamo fatte. fra racconti improbabili e impressioni assolute. e tagliamo, invasiamo, ridiamo facendo le sciocche. sciroccate.

ci prepariamo un piatto di pasta pancetta e peperoni, come quando eravamo ggiovani e guardavamo capitol in pausa pranzo e non mi piacciono i tuoi capelli e dai che te li sistemo. tintura, lavaggio, piega e pesche e mancava solo un bambolotto per giocare al dottore.
quanto mi sono mancati i pomeriggi di cazzeggio reale, di donne, di amiche. di confidenze esagerate e di sostegno.  cosa ci serve davvero? amici. idee, guardare avanti e magari farsi il mazzo.

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le foto le ha fatte pà nella sessione serale. per finire quelle che non erano entrate nel pentolone.

la ricetta è semplice

pesche sciroppate alla maniera di mammalella

8 percoche**  per vaso da 500ml (è la quantità che ho potuto testare come “miglior riuscita”)

8 cucchiai di zucchero.

pelare le pesche, tagliarle grandi, metterle nel vaso e lasciar scivolare lo zucchero fra gli spazi. (a strati, metà vaso, vaso pieno)
chiudere con la capsula. mettere a bollire nel pentolone, avvolto da uno straccio per 20 minuti. lasciar freddare nell’acqua. mangiare in inverno.

in compagnia posso fare qualsiasi lavoro. che mi sembra di giocare

*metter giù:

c’set fat aìr? (cos’hai fatto ieri?)
ai ‘ho mes zò al pésgh (ho messo giù le pesche)

**questa pesca pelosa, raccolta sodasoda è la miglior deputata al vaso. per consistenza e sapore, ma ho assaggiato le pesche autunnali abruzzesi che non sono percoche, e vengon “messe giù”** con un’anima di nocciolo di pesca nello schiroppo. ottime anch’esse

aspettar il tempo dei morti per aprire il vaso. non manca mica tanto eh? l’estate non si vede, ma ormai ci siamo…nelle pesche

moglie cos’hai fatto in questo mese di assenza? …cose, ma non turche.

amiche, cazzi e piselli, conserve, donne, le mie ricette, percoche, pesche sciroppate, ti dico un segreto

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