chiacchiere&crackers

la pensionata è ferma con carrello davanti alla porta automatica del super, mangia una coppa del nonno insieme a una ragazza, conversano amabilmente. una in piedi appoggiata al carrello e una seduta su una scatola di cartone.  inevitabile sbirciare mentre entro, marmellate, merendine, verdura nel sacchetto, pasta, pasta,  latte uht, zucchero. faccio la spesa chiedendomi perché lo zucchero sia aumentato di 40 centesimi negli ultimi mesi e se la Motta faccia confezioni da 2 di coppa del nonno,  che se fossero 4 due si scioglierebbero dentro al carrello. non ci metto molto a terminare il giro, mi serve il latte, i croccantini per il gatto che non è il mio e la farina 0. esco e le vedo conversare ancora. o meglio la pensionata parla nel suo abito formale scuro a piccoli fiori, i capelli corti in ordine nella retina (esistono ancora!) la ragazza ascolta con la sua gonna accesa e lunga, maglia bianca a coprire, pulita, i capelli neri, lunghi e raccolti.

sorrido a quel mutuo soccorso, non importa se anziane signore e giovani zingare. il bisogno di compagnia, di essere ascoltata non guarda in faccia se a farlo è una zingara con cui condividere una coppa gelato, fuori dal supermercato alle 14 di un giorno bollente. grazie signora mi ci voleva. davvero. salgo sulla bici. con lo zaino pesante del melone che non dovevo prendere e nella faccia sono sicura che potrei leggere la soddisfazione e la tenerezza. con la certezza che forse oggi sarei meno sola seduta su un cartone, davanti a un super che in bici mentre pedalo verso casa.

con la farina 0 ho rinfrescato la madre e con 300 grammi prima del rinfresco ho fatto i crackers, secondo tentativo e sempre più soddisfatta del risultato.

la ricetta consigliata da elvira è di fiordivanilla, perfetta.

300 gr di pm – circa 40 gr di acqua – 80 gr di farina 0 – un cucchiaio di olio evo – 20 gr di sale

nella ciotola ho mischiato tutto e poi ho diviso il panetto in tre parti.

una con rosmarino, una con peperoncino, una con sesamo.

tirati al matterello più sottile che potevo, pennellati con olio e acqua miscelati, cosparsi di sale, tagiati con rotella da pasta e infornati a 200° per 20′ circa.

come dice manuela le teglie non cuociono in egual modo, occorre invertirle e controllare. ma il risultato è apprezzabile. infornati martedì sera non sono arrivati a giovedì. nell’ordine sono finiti subito quelli al rosmarino, poi quelli al sesamo e infine il peperoncino. (e il sesamo in casa non piace neanche) al prossimo rinfresco provo altre varianti.

il gatto è femmina, nero di pelo e dolce di miao. sono sempre stata indifferente ai gatti, infatti lei mi chiama miao e io la nutro. due volte al giorno.vive in ufficio e non ha potuto nulla credo contro i ladri che di nuovo si sono presi i miei mac. quanto lavoro devono avere, poveri.

 

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Comments (3)

  • Donna piena di risorse, capace di osservare, ascoltare, fare, sempre e comunque.
    Non ti sfugge mai il succo del contesto, quelli che gli altri chiamano dettagli, senza accorgersi che la vita è fatto proprio di questi, non di grandi eventi, di accadimenti eclatanti.

    La solitudine ce l’abbiamo dentro perchè non ci accontentiamo di fare massa per stare bene, perchè non siamo disposte al compromesso per omologazione e neanche a dire un “sì” finto, se nella testa sentiamo un “no” ben chiaro.

    Quindi, possiamo chiamarla lo stesso solitudine? E comunque, è davvero qualcosa di negativo?
    Secondo me, saper stare da soli, allenarsi per riuscirci, se non ne siamo capaci per indole, è basilare per poter essere equilibrate persone, persone compiute, quindi capaci di bastare a se stesse, almeno psicologicamente.

    Tutto questo in un sabato caldo, molto caldo, in cui vorrei poter scegliere se dormire, stare al mare, leggere (rileggo Adesso Basta, si capiva?), chiacchierare al telefono, programmare la giornata di domani al festival delle pecore a puà.
    Invece sono quì, a lavorare, con l’invisibile catena al collo. Che mi legherà anche domani, così non devo programmare niente.

    Scusa, sono andata fuori tema, è l’anticamera del fuori di testa, credo.
    Ciao!

  • Vivo in un quartiere la cui età media è molto alta, vedo tanti (tutti, che sono tanti) anziani accompagnati da badanti stranieri o estranei, che forse e uguale, ho una stretta al cuore perchè il giorno lontano in cui i miei genitori avranno bisogno di essere “badati” non potrò esserci io ad ascoltarli e a portarli a passeggio.

    Un bacio grande,

    Elvira

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